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L’efficienza energetica sempre più amica dello sviluppo economico e dell’ambiente

L’efficienza energetica sempre più amica dello sviluppo economico e dell’ambiente

RSE ha avviato un’attività di ricerca a medio termine relativamente al settore residenziale, terziario e industria.

Con l’obiettivo di individuare i potenziali di riduzione dei consumi e definire le misure più sostenibili, sia da un punto di vista del rapporto costo/prestazioni sia in termini di realizzabilità. Il tema dell’innovazione nelle imprese al centro di un’indagine realizzata in collaborazione con Icom.

La ricerca di una maggiore efficienza energetica nell’uso e nella produzione di energia costituisce per l’Unione Europea un percorso obbligato per poter disaccoppiare la crescita economica dai consumi, delineando i contorni e le regole per favorire lo sviluppo economico, nel rispetto della sostenibilità delle condizioni ambientali e sociali del territorio.

Le criticità del contesto attuale

Questo concetto appare ancor più significativo per il nostro Paese, in cui gli indicatori economici e congiunturali mostrano una situazione caratterizzata dall’incertezza e dalla difficoltà di trovare nuovi sbocchi per superare la recessione. Il perdurare del forte decremento dell’indice di clima di fiducia (Economic Sentiment Indicator) sui settore industria, servizi, commercio al dettaglio, costruzioni, è solo uno degli indicatori che vanno in questa direzione. Altri segnali giungono dalla preoccupante crescita dell’area del disagio, che si traduce in campo energetico in termini di povertà energetica e difficoltà a pagare le quantità di energia consumate, sia da parte delle utenze domestiche sia delle piccole e medie imprese.

Un investimento produttivo

L’efficienza energetica ha nel suo DNA le condizioni per porre rimedio a gran parte delle criticità sopra descritte. Determinando, infatti, a parità di servizio reso, una riduzione dei consumi energetici (ovvero, secondo l’attuale assetto energetico, prevalentemente di combustibili fossili) contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas serra e, in generale, degli inquinanti che incidono sulla qualità della vita.
Molti studi economici inoltre - per citarne uno lo Smart Energy Project di Confindustria - confermano che gli investimenti in efficienza sono in grado di determinare un aumento della produzione industriale e, quindi, generare maggiore occupazione e un incremento del valore aggiunto, stimolando lo sviluppo di filiere tecnologicamente avanzate e più competitive sul mercato globale.

Anche le conseguenze sul bilancio dello Stato, con riferimento ai flussi delle entrate tributarie, sarebbero positive. Numerosi studi economici confermano che l’aumento del gettito fiscale generato dalle aziende che producono beni e servizi efficienti e dai soggetti che lavorano per queste, sarebbe di gran lunga superiore rispetto alle minori entrate tributarie dovute alla riduzione dei consumi e ai costi sostenuti per l’incentivazione delle politiche di efficienza.

Infine, riqualificare significa anche definire nuove proposte di interventi integrati per il recupero degli immobili e degli alloggi di edilizia popolare, rendere gli edifici maggiormente fruibili, più sicuri e meno costosi dal punto di vista gestionale, riducendo la povertà energetica e favorendo l’inclusione sociale.
Questo solo per accennare ad alcune ricadute indirette che potrebbe avere un investimento in efficienza!

Conoscenza e consapevolezza

Perché tali potenzialità, tuttavia, possano trovare realizzazione, è necessario che siano rimossi gli attuali ostacoli di diversa natura che ne impediscono il decollo; fra questi assume rilevanza il tema della conoscenza e della consapevolezza. Non sempre, infatti, sono noti i margini di potenziale risparmio dei consumi energetici conseguibili nei vari settori e quali siano le misure e le azioni più opportune da attuare per raggiungere l'obiettivo.

A tal proposito RSE, nell’ambito dei progetti finanziati dalla Ricerca di Sistema, ha avviato un’attività di ricerca a medio termine che ha come obiettivo quello di definire un’overview  sull’attuale stato di efficienza energetica dei settori residenziale, terziario e industria, nonché di individuare i potenziali di riduzione dei consumi e definire le misure più sostenibili, sia da un punto di vista del rapporto costo prestazioni sia in termini di realizzabilità.

Una rassegna di tali studi è stata presentata presso Smart Energy Expo, il Salone internazionale organizzato da Veronafiere e dedicato alla piattaforma di soluzioni tecnologiche e prodotti legati all’efficienza energetica che si è svolto dall’8 al 10 ottobre.

Una presenza a tutto campo


Il principale elemento distintivo degli interventi di RSE è stato quello di evidenziare il ruolo di advisor che proprio RSE svolge da tempo nei confronti delle istituzioni di indirizzo e regolazione del settore energetico (Ministero dello Sviluppo Economico, AEEGSI) e della Pubblica Amministrazione, grazie alle proprie competenze e all’approfondita conoscenza degli aspetti tecnico-economici del sistema energetico, nonché la funzione di supporto e di trasferimento di conoscenze verso le aziende, sia grandi sia medio-piccole, grazie a una tradizione di stretto rapporto con la realtà industriale nei suoi vari aspetti.

Questo ruolo di cinghia di trasmissione  dell’efficienza energetica è confermata dalle numerose convenzioni e rapporti di collaborazione che RSE ha sviluppato e/o ha in corso di collaborazioni con diverse istituzioni. Senza la pretesa di essere esaustivi, citiamo le principali:

Istituzioni centrali. MiSE, Presidenza della Repubblica; AEEGSI, Confindustria, INPS, GSE; Agenzia Demanio; BIC Sviluppumbria;
Regioni. Lombardia, Emilia Romagna, Umbria; Provincie. Trento, Reggio Emilia, Alessandria;
Comuni. Milano, Roma, Bologna, Parma, Genova;
Imprese. Italcementi, imprese costruttrici di pompe di calore e di impianti solari ibridi;
Università. Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università di Verona, Università di Padova.

A tu per tu con le imprese

La stessa RSE nei mesi scorsi ha organizzato una ricerca - in collaborazione con I-Com - per approfondire le attuali esigenze di innovazione delle imprese italiane che operano nel settore elettro-energetico. Ebbene, tra le realtà che hanno risposto al questionario proprio il tema dell'efficienza energetica è risultato di primario interesse, con il 19 per cento delle preferenze, seguito dal fotovoltaico (16 per cento) e dall’eolico (11 per cento).

Per quanto riguarda, poi, la manifestazione di interesse per possibili future attività di innovazione, la situazione appare ancora più netta. Tra le aziende che prevedono di effettuare attività di ricerca e sviluppo nell'immediato futuro, ben il 24 per cento ha infatti dichiarato di voler orientare i proprio investimenti proprio sul settore dell'efficienza energetica!

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