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RSE “inietta” le sue competenze nello stoccaggio del gas naturale

RSE “inietta” le sue competenze nello stoccaggio del gas naturale

Il settore rappresenta un’eccellenza dell’industria italiana e le prime attività risalgono al 1964 con la sperimentazione nel giacimento di Cortemaggiore.

La ricerca continua a svolgere un ruolo di primaria importanza. Fondamentali gli strumenti e le metodologie sviluppati nei nostri laboratori.

Lo stoccaggio del gas naturale in giacimenti esauriti dal punto di vista minerario è fondamentale per assecondare diverse esigenze del settore elettro-energetico: rispondere alle necessità del mercato in tempo reale, garantire l’elasticità nella gestione delle strutture di trasporto e produzione, assicurare le riserve strategiche da utilizzare in casi eccezionali come le avverse condizioni meteorologiche e le crisi politiche internazionali con blocco delle forniture estere.

Questo settore, per altro, rappresenta un’eccellenza dell’industria italiana e le prime attività risalgono al 1964 con la sperimentazione dello stoccaggio in un livello del giacimento di Cortemaggiore, in Emilia Romagna. Negli anni successivi, 1965-1967, il forte sviluppo industriale del Nord Italia portò alla conversione in stoccaggio di altri tre giacimenti - Sergnano, Brugherio e Ripalta - tutti localizzati in Lombardia. Attualmente i siti in esercizio nel nostro Paese sono dieci, con una capacità totale di oltre 16.400 milioni di (standard) metri cubi, dei quali circa 4.600 riservati alle scorte strategiche.

I rischi sono più percepiti che reali

Le problematiche di questi giacimenti sono legate al rischio (in vero, più percepito che reale) di eventuali perdite di gas dal giacimento, alla subsidenza dei terreni, all’eventuale sismicità indotta e all’inquinamento delle falde acquifere; oltre al classico rischio industriale legato alle infrastrutture di trasporto, trattamento e compressione. Infatti, si ricorda che lo stoccaggio consiste nella reintroduzione del gas in giacimenti ormai esauriti e che, in precedenza, hanno custodito altro gas per milioni di anni.
 
In questo contesto la ricerca continua a svolgere un ruolo di primaria importanza e, in particolare, la simulazione numerica riveste un ruolo fondamentale poiché consente di studiare processi geologici che avvengono in tempi molto lunghi e difficili, se non impossibili da replicare in laboratorio. Consente inoltre di studiare e capire come funziona e quali rischi comporta questa tecnologia energetica.

L’apporto di RSE

Gli strumenti e le metodologie sviluppate da RSE nel settore rispondono appieno a queste esigenze e consentono di valutare i campi di pressione e depressione generati dal processo di stoccaggio ed estrazione del gas e di valutare le sollecitazioni geo-meccaniche sulla roccia serbatoio e di copertura e su eventuali faglie presenti. In ottica progettuale e di esercizio consentono di verificare il rispetto delle prescrizioni, come ad esempio il non superamento della pressione di scoperta dei giacimenti.

Un recente importante riscontro della qualità del nostro lavoro si è avuta in occasione del Secondo Workshop Nazionale relativo alla Simulazione del Sistema Energetico e della sua Sostenibilità, organizzato da ENEA a Roma il 5 e 6 luglio.

RSE è stata invitata a questo simposio per presentare un contributo dal titolo Simulazione numerica del processo di stoccaggio del gas naturale. Lo studio riguarda la simulazione del processo industriale di stoccaggio ed estrazione del gas naturale in serbatoi geologici depleti per simulare il campo di pressione e l’integrità della roccia serbatoio ai fini del rispetto delle normative di sicurezza. La simulazione ha riguardato un sito reale relativo alla concessione “Sergnano Stoccaggio” nelle province di Cremona e Bergamo.