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20/05/2019
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Le pompe di calore possono dare un concreto contributo agli obiettivi 2030

Le pompe di calore possono dare un concreto contributo agli obiettivi 2030

Martedì 14 maggio si è parlato di questa tecnologia chiave per conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione. Secondo RSE, l’utilizzo della PdC risulterà strategico per promuovere il processo di riduzione dei consumi nel settore civile. Entro i prossimi 10 anni si prevede una diffusione di quasi 4 milioni di nuovi apparecchi, di cui 2/3 destinati al residenziale.

Gli sfidanti obiettivi della decarbonizzazione, recentemente delineati dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima) richiedono di adottare misure e azioni per ridurre progressivamente i consumi di combustibili fossili in tutti i settori energivori, promuovendo l’adozione di tecnologie e comportamenti efficienti e favorendo la diffusione delle fonti rinnovabili. Circa il 60 per cento dell’obiettivo di riduzione dei consumi previsto dal PNIEC al 2030 sarà a carico del settore civile (residenziale e terziario), anche in considerazione dell’ampia diffusione del costruito sul territorio (circa 24 milioni di abitazioni stabilmente occupate) e della vetustà degli edifici (oltre il 50 per cento del patrimonio residenziale ha superato la soglia dei 50 anni) cui corrisponde una scarsa efficienza.

Questo è stato il tema di fondo dell’evento organizzato dagli Amici della Terra, presso il GSE, lo scorso 14 maggio, per fare il punto sul ruolo attuale e futuro della tecnologia delle PdC.

RSE è stata chiamata a testimoniare la propria competenza sul contributo che le PdC potranno avere per promuovere lo sviluppo sostenibile del Paese.

Come infatti ha ricordato Marco Borgarello (RSE): “L’utilizzo della PdC risulterà strategico per promuovere il processo di riduzione dei consumi nel settore civile; l’efficienza del processo e la possibilità di utilizzare l’energia ambiente, riconosciuta ai sensi della normativa vigente come fonte rinnovabile termica, potranno costituire un asset importante per il Paese. La diffusione delle PdC potrà, infatti, contribuire a ridurre di circa 1 Mtep i consumi del settore residenziale, concorrendo per circa il 30 per cento agli obiettivi di settore”.

Il ruolo delle PdC è giustificato dal sempre più importante peso assunto dal tema della climatizzazione degli edifici, cui è destinato circa il 70 per cento dei consumi del comparto, e che potrà crescere come inevitabile misura di adattamento ai fenomeni estremi del clima indotti dai cambiamenti climatici in atto.

Per consentire a tendere di sviluppare un’economia sempre più rispettosa delle persone e dell’ambiente, secondo le previsioni di RSE, che ha attivamente partecipato alla realizzazione del PNIEC, “al 2030 la quota dei fonti rinnovabili termiche imputabile alle PdC crescerà di circa il doppio rispetto alla quota contabilizzata al 2016, prevedendo una diffusione di quasi 4 milioni di nuovi apparecchi, di cui 2/3 (circa 2,5 milioni) destinati al settore residenziale”.

Per altro, è in via di discussione in ambito europeo la proposta di valorizzare anche la quota di energia da fonti rinnovabili prodotta dalle pompe di calore per il raffrescamento, situazione che potrebbe essere particolarmente favorevole per i climi mediterranei come l’Italia. Se confermato, tale approccio consentirà di valorizzare ancor più il ruolo delle PdC.