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20/12/2016
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Grande interesse per l’approccio di RSE sugli indicatori per la valutazione della sicurezza offshore

Grande interesse per l’approccio di RSE sugli indicatori per la valutazione della sicurezza offshore

Tool innovativi e metodologie avanzate consentono il monitoraggio delle prestazioni del sistema offshore per la sicurezza delle operazioni oil&gas. La DGS UNMIG ha fatto il punto sullo stato dell’arte, confermando che gli strumenti adottati dal nostro Paese si collocano all’avanguardia a livello internazionale. Grazie anche al contributo del nostro ente di ricerca.

Lo sfruttamento delle risorse oil&gas, presenti in Italia in misura non trascurabile, può essere pienamente integrato e sostenibile? Non solo può, ma certamente deve, specie in un contesto operativo complesso quale il mare aperto.
Il tema, strategico per lo sviluppo della nostra politica energetica, è stato affrontato in un evento - Il network per la sicurezza offshore; risultati 2016 - che si è svolto lo scorso 15 dicembre presso la sede dell’Università Bicocca a Milano. L’iniziativa è stata organizzata e promossa dalla DGS UNMIG, la Direzione generale per la sicurezza anche ambientale delle attività minerarie ed energetiche del ministero dello Sviluppo economico.

Più dialogo
con territorio e cittadini

Durante l’evento è stato presentato un innovativo strumento per la valutazione della sicurezza delle operazioni offshore, che consentirà una migliore comprensione dell’esito delle diverse azioni per la sostenibilità nell’ambito oil&gas in Italia. Questo indicatore, il primo per la valutazione complessiva delle attività a livello nazionale, sarà operativo entro il 2017.
“I progetti avviati in questo ambito - ha dichiarato Franco Terlizzese, direttore generale della DGS UNMIG - hanno permesso lo sviluppo di tool innovativi e metodologie avanzate per il monitoraggio, la prevenzione e la mitigazione dei rischi, che si collocano all’avanguardia non solo in Europa ma anche a livello internazionale. Nello specifico, questo progetto è volto non solo a soddisfare le prescrizioni sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi, ma anche a facilitare il dialogo con amministrazioni locali e cittadinanza in merito alla sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente; una condizione fondamentale per lo sviluppo economico del nostro territorio”.
Già dal 2014, la DGS UNMIG ha avviato una serie di accordi - in totale 12 - con la Marina Militare e le Capitanerie di Porto, con Università (Politecnico di Torino, Università La Sapienza, Università di Bologna, CRIET Milano) ed enti di ricerca (AMRA, INGV, IREA, ISMAR, OGS, RSE) proprio con la finalità di raggiungere importanti obiettivi in termini di incremento della sicurezza degli impianti offshore.

RSE “alle prese” con il
Cruscotto Sicurezza

Significativo il contributo del nostro ente di ricerca.
RSE sta sviluppando uno strumento a supporto della Direzione denominato Cruscotto Sicurezza per consentire di valutare la variazione del livello di sicurezza degli impianti mediante un apposito paniere di indicatori (Key Performance Indicators-KPI) relativi agli infortuni e alle attività di prevenzione messe in campo da DGS (attraverso le Sezioni UNMIG), Marina Militare e Capitaneria di Porto. Nel 2017 tale paniere di indicatori verrà ampliato, al fine di includere anche gli aspetti ambientali, strutturali ed eventualmente di giacimento.
A tal proposito, grazie anche a codici modellistici appositamente sviluppati, RSE sta studiando le variazioni di pressione nei giacimenti legate al processo di estrazione idrocarburi e reiniezione delle acque di strato e il comportamento degli idrocarburi in caso di sversamenti superficiali e profondi in funzione delle condizioni meteomarine.

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